Lettura e scrittura celeste per ricercatori: Un anomalia post-Gutenberg e la sua soluzione

Stevan Harnad
Intelligence/Agents/Multimedia Group
Department of Electronics and Computer Science
University of Southampton
harnad@cogsci.soton.ac.uk
http://www.cogsci.soton.ac.uk/~harnad/

Ci sarà una linea di demarcazione profonda ed essenziale nella galassia Post-Gutenberg tra le opere accessibili a pagamento (libri, giornali, programmi, musica) e le opere in libero accesso (di cui l´esempio più rappresentativo è quello degli articoli di ricerca pubblicati nelle riviste scientifiche dopo la valutazione da parte dei comitati di lettura). E´ l´incapacità di tenere conto di questa linea di demarcazione che crea così tanta confusione e ritarda la transizione inevitabile delle opere in libero accesso verso ciò che costituisce la migliore soluzione per i ricercatori, ossia che i circa due milioni di articoli scientifici pubblicati tutti gli anni nel mondo, nelle diverse lingue e discipline nelle circa ventimila riviste che hanno comitati di lettura, siano  liberate on line grazie a un sistema di auto-archiviazione da parte degli autori e delle istituzioni: http://www.eprints.org. Questo articolo tenta di mostrare come i problemi di copyright, di valutazione da parte di comitati di esperti e altri temi controversi possono essere chiarificati a condizione di distinguere tra accesso a pagamento e accesso libero.

Un´anomalia post-Gutenberg

1. Un neo-dottorato comunica orgoglioso alla mamma che ha appena pubblicato il suo primo articolo. La mamma gli chiede quanto l´hanno pagato. Lui fa una smorfia e dice: "Nulla" e comincia una lunga, complicata spiegazione...

2. Un ricercatore della stessa università trova un riferimento proprio a quell´articolo. Va alla biblioteca per averlo e gli viene detto: "Non siamo abbonati alla rivista. Non possiamo permettercelo. Il nostro budget per abbonamenti, diritti di prestito e di riproduzione è già ampiamente speso."

3. Uno studente della stessa università trova l´articolo citato sul Web. Clicca sopra per leggerlo. Il sito dell´editore domanda una password: "Accesso negato: solo le istituzioni autorizzate che hanno pagato l´abbonamento hanno accesso alla rivista."

4. Lo studente si spazientisce, lascia perdere e va su Napster per mettere le mani sulla versione MP 3 del suo CD pirata preferito e consolarsi delle sue tristezze.

5. Anni dopo, il dottorato del punto 1 è candidato a un posto all´università. Le sue pubblicazioni sono buone, ma non sono abbastanza citate; non hanno avuto abbastanza "impatto sulla ricerca". Posto negato.

6. La stessa cosa accade quando cerca di ottenere un finanziamento per la ricerca. I suoi risultati non hanno avuto impatto sufficiente. Non ci sono stati abbastanza ricercatori che li hanno letti, se ne sono ispirati e li hanno citati. Finanziamento negato.

7. Allora decide di scrivere un libro. Ma gli editori si rifiutano di pubblicarlo: "Non venderemmo abbastanza copie perché le università non hanno sufficiente denaro per comperarlo. I loro budget per l´acquisto di libri sono strozzati dai costi sempre crescenti dagli abbonamenti alle riviste e dai diritti di prestito."

8. Cerca di mettere i suoi articoli sul Web, in libero accesso a tutti, per aumentare il loro impatto. Il suo editore minaccia di denunciare lui e il provider che gli ha fornito lo spazio Web per violazione del copyright.

9. Chiede all´editore: "Il copyright dovrebbe proteggere chi?" e l´editore risponde: "Dovrebbe proteggere lei, caro Dottore!"

Cosa c´è che non va?

(e perché la madre del neo-dottore, le cui opere in accesso libero non possono essere rubate, benché lui vorrebbe che lo fossero, è sulla stessa barca con la madre del giovane musicista le cui opere, a pagamento, possono essere rubate, e in effetti lo sono, anche se lui non lo vuole?)

Risolvere l´anomalia
Come qualche distinzione essenziale più qualche semplice azione possono ridare senso a tutto ciò

1. Cinque distinzioni Essenziali post-Gutenberg

Per comprendere quello che non va nella nostra storia, bisogna prima fare cinque distinzioni essenziali. E´ sufficiente che una di queste distinzioni non venga fatta perché diventi impossibile dare senso alla storia e risolvere l´anomalia - un´anomalia che è del tutto propria all´era on line della scrittura celeste scientifica nella galassia post-Gutenberg.

1.1. Distinguere tra opere in libero accesso e opere accessibili a pagamento

Questa è la distinzione Post-Gutenberg  più importante di tutte. E´ quella che rende la piccola quantità di letteratura di ricerca scientifica (circa ventimila riviste che hanno comitati di lettura, circa due milioni di articoli all´anno) anormale - e fondamentalmente differente dall´insieme di ciò che si scrive: gli autori non cercano, e d´altra parte non ricevono, diritti d´autore o guadagni per i loro articoli. I testi sono  dati in libero accesso. Tutto quello  cui gli autori aspirano è ´l´impatto´ di ricerca che dovrebbe raggiungere gli occhi e le menti dei loro colleghi ricercatori che possono interessarsi in qualsiasi luogo, oggi e sempre nel futuro.

La domanda chiave per sapere se un testo appartiene al piccolo settore della letteratura in accesso libero o di quello, ben più vasto dell´accesso a pagamento è la seguente: "L´autore cerca di ottenere diritti o introiti per i suoi scritti?" Se la risposta è (cosa che è così per praticamente tutti i libri e gli articoli di giornali o di riviste), il testo in questione appartiene al settore dell´accesso a pagamento; se la risposta è no allora appartiene al settore dell´accesso libero, quello in cui i testi sono forniti al pubblico gratuitamente.

Nulla di ciò che segue si applica ai testi che non sono in accesso libero. Ora, il modello dell´accesso a pagamento è quello che la maggior parte della gente ha in testa per tutto ciò che si pubblica. Non è quindi sorprendente che la piccola frazione di testi che non corrispondono a questo modello più generale sembri anomala.

1.2. Distinguere i guadagni (provenienti dalla vendita delle pubblicazioni) dall´impatto (proveniente dall´utilizzo delle pubblicazioni)

Contrariamente a tutti gli altri autori, i ricercatori devono i loro guadagni non alla vendita dei loro articoli scientifici, ma all´impatto dei loro articoli sulla comunità dei ricercatori, ossia al fatto di essere letti, citati e utilizzati da altri ricercatori. Ne segue che tutti gli ostacoli all´accesso costituiti da barriere a pagamento sono ostacoli alla ricerca e ai ricercatori. Questi ostacoli diminuiscono la visibilità potenziale dei ricercatori e del loro lavoro, il loro impatto, e la considerazione agli occhi di coloro (principalmente le istituzioni) che sono in grado di pagare i diritti di accesso.

Dato che la maggior parte delle istituzioni non hanno i mezzi per pagare i diritti di accesso della maggior parte dei giornali, il risultato è che la maggior parte degli articoli scientifici sono inaccessibili alla maggior parte dei ricercatori; il che significa che questa considerazione e questo impatto potenziali sono molto semplicemente perduti.

Si noti che i ricercatori non guadagnano grazie alla vendita dei loro articoli pubblicati nelle riviste scientifiche, ("guadagni di pubblicazione") ma dall´impatto dei loro articoli ("guadagni di impatto"). Se i ricercatori, a differenza degli autori che non danno libero accesso alle loro opere, non cercano di trarre guadagni dalla pubblicazione dei loro articoli scientifici, dipende semplicemente dal fatto che le condizioni di accesso ai guadagni da pubblicazione costituiscono un ostacolo ai guadagni di impatto (contratti di ricerca, salari, promozioni, cattedre, premi) che sono di gran lunga il beneficio più importante per i ricercatori, i cui lavori scientifici sono, nella maggior parte dei casi, esoterici e non troverebbero nessun mercato capace di assicurare loro guadagni da pubblicazione.

1.3. Distinguere tra la protezione che il copyright fornisce contro il furto della qualità d´autore (plagio) e la protezione che il copyright fornisce contro il furto del testo (pirateria)

Questi due aspetti molto diversi della protezione fornita dal copyright sono stati a lungo confusi perché è la letteratura con accesso a pagamento, molto più diffusa e rappresentativa, che è sempre servita come modello alle leggi e alle discussioni sul copyright. Ma la protezione data dal copyright contro il furto della qualità d´autore (plagio), essenziale sia per la letteratura in accesso libero sia per quella pagante non ha assolutamente nulla a che vedere con la protezione contro il furto del testo (pirateria), protezione che gli autori le cui opere sono in accesso a pagamento pretendono, ma che gli autori le cui opere sono in libero accesso non vogliono. Si può essere totalmente protetti dal plagio senza cercare di proteggersi contro la pirateria.

1.4. Distinguere l´auto-pubblicazione (in conto autore) dall´auto-archviazione (di ricerche pubblicate dopo valutazione di un comitato di esperti)

La differenza essenziale tra le ricerche con o senza valutazione risiede nel controllo di qualità (valutazione di comitati di esperti) e nella sua certificazione (da parte di una rivista reputata, di qualità riconosciuta e che ha un comitato di lettura). Benché i ricercatori abbiano sempre desiderato che i risultati delle loro ricerche fossero in accesso libero, essi nondimeno vogliono che questi risultati siano sottoposti a una valutazione e dichiarati conformi a criteri di qualità riconosciuti. Di conseguenza, l´auto-archiviazione delle ricerche che sono state valutate non deve essere in nessun modo confusa con l´auto-pubblicazione, perché si tratta di auto-archviazione on line, libera per tutti, di articoli e di ricerche pubblicati dopo essere stati valutati.

1.5. Distinguere le pre-pubblicazioni non valutate dalle pubblicazioni valutate.

('eprints' = pre-pubblicazioni + post-pubblicazioni)

Gli archivi elettronici "eprint", costituiti da articoli di ricerca auto-archiviati on line dagli autori, non sono, e non sono mai stati, semplicemente degli "archivi di pre-pubblicazione" per una ricerca non ancora fatta oggetto di valutazione. A questo proposito, gli autori possono auto-archiviare tutte le fasi della ricerca che desiderano rendere pubbliche, dalle versioni embrionali che precedono l´invio ai "referees", passando per le revisioni successive, fino alla versione stampata in una rivista dopo la valutazione, e, ancora, fino a tutte le versioni ulteriori corrette, riviste o aggiornate in un altro modo (post-pubblicazioni), così come tutte le risposte o i commenti a loro associati. Tutto questo non costituisce che una serie di tappe nel continuo della scrittura scientifica celeste.

2. L´ottimo e l´ineluttabile per i ricercatori

la totalità del corpus dei testi valutati on line

sul computer di ogni ricercatore, dovunque

24 ore su 24

tutti gli articoli interconnessi attraverso le citazioni

interamente ricercabili, navigabili, recuperabili

gratis, per tutti, per esempre

Tutto questo succederà. La sola vera domanda è: "Fra quanto tempo?". Saremo ancora in possesso delle nostre facoltà mentali e capaci di beneficiarne, oppure tutto questo è ormai per la generazione-Napster? I futuri storici, la posterità e l´impatto scientifico fallito come il nostro si trovano già in una posizione adatta a rimproverarci retrospettivamente.

Cosa può fare la comunità scientifica per accelerare ciò che è ottimale e ineluttabile? Ecco qualche idea recente che può aiutare:

3. Due categorie utili, una nuova distinzione e un nuovo alleato

3.1. Abbonamenti, diritti di accesso, pagamento à la carte: gli ostacoli all´accesso e all´impatto.

I diritti di abbonamento (e le loro varianti: diritti di accesso e pagamento à la carte, ovvero ´su misura´ a seconda di cosa si sceglie di leggere) sono ostacoli all´accesso, e dunque all´impatto, per i ricercatori e per la ricerca in accesso libero. L´abbonamento è il mezzo per un editore di una rivista di rifarsi delle spese e di garantirsi un profitto equo. I costi elevati nell´era cartacea di Gutenberg, dispendiosa e inefficace, erano inevitabili; ma oggi, nell´era post-Gutenberg on line, il funzionamento alla vecchia maniera, con i suoi costi elevati deve essere mantenuto (solo per quel che riguarda la letteratura in libero accesso, non per quella che funziona sulla base di diritti d´autore!) come opzione complementare invece che come strumento indispensabile (com´era precedentemente).

Attenzione alle idee di ´valore aggiunto´ indispensabile, nella quale la letteratura scientifica valutata da esperti dovrebbe, per implicazione, continuare ad essere inestricabilmente inserita. Il solo servizio indispensabile ancora fornito dagli editori di riviste (per questa letteratura fuori norma dell´era post-Gutenberg, data in accesso libero dagli autori) è la valutazione stessa. Gli altri servizi - versione cartacea, riproduzioni di pagine in formato PDF on line, optional di lusso on line - sono tutti indubbiamente interessanti, ma solo come opzioni da prendere o lasciare. Nell´era on line, non c´è più nessuna necessità di mantenere la ricerca valutata prigioniera dei diritti di abbonamento e di qualche optional di lusso che viene pagato con questi diritti - e non c´è dunque nessuna giustificazione per farlo.

Attenzione anche a tutte le proposte di sostituzione dell´abbonamento con un diritto di accesso, o del diritto di accesso con un pagamento per la selezione che si legge. Scegliete il vostro veleno, ciascuna delle tre formule costituisce un ostacolo all´accesso e quindi all´impatto e deve dunque scomparire, o piuttosto trasformarsi in nulla di più di un prezzo da pagare eventualmente per delle opzioni di lusso proposte ai ricercatori e alla loro istituzione e non per l´essenziale, che è il lavoro valutato e che può essere ormai archiviato gratuitamente per tutti.

3.2. Controllo di qualità e certificazione: valutazione attraverso comitati di esperti (referaggio)

La valutazione stessa - il sistema di referaggio degli articoli, attraverso il quale esperti di un settore controllano e certificano la qualità del lavoro di colleghi anch´essi esperti - non è un´opzione di lusso per la ricerca e i ricercatori: questo servizio di controllo di qualità e la sua certificazione sono essenziali. Senza il controllo di qualità, la letteratura scientifica non sarebbe né affidabile, né navigabile, la sua qualità sarebbe incontrollata, senza filtri, senza ´timbri´, sconosciuta, inutilizzabile e nessuno dovrebbe renderne conto.

Ma gli esperti che effettuano questa valutazione delle opere di ricerca per le riviste sono ricercatori essi stessi, e lo fanno gratuitamente, esattamente come i ricercatori rendono conto gratuitamente delle loro ricerche. Deve essere dunque completamente chiaro che il solo vero costo del controllo di qualità è quello dell´organizzazione del processo di valutazione e non la sua effettiva esecuzione.

Alcune stime (per esempio, Odlyzko 1998), insieme all´esperienza effettiva di riviste che esistono solo on line, (come il Journal of High Energy Physics, http://jhep.cern.ch/ o Psycoloquy (http://www.cogsci. soton.ac.uk/psycoloquy) hanno mostrato che l´organizzazione del controllo di qualità ha costi piuttosto bassi - circa il 10% del costo totale che le biblioteche istituzionali nel mondo (o meglio, quel piccolo sottoinsieme costituito da quelle che possono permettersi il costo di qualche rivista) pagano attualmente ogni anno per articolo in diritti di abbonamento.

Una volta che il 90% dei complementi pagati per ogni abbonamento diventano opzionali, quei 10% indispensabili al controllo di qualità potrebbero essere facilmente pagati a partire dal 100% di risparmio realizzato sugli abbonamenti - se mai le biblioteche attraverso il mondo decidono che non hanno più bisogno di questi optional (gli altri 90% risparmiati possono essere utilizzati per l´acquisto di altre cose, per esempio, libri che non sono, e non saranno mai, dati in accesso libero dai loro autori).

3.3. Separare (a) la fornitura di servizi di controllo di qualità dalla (b) fornitura di accesso alle pubblicazioni elettroniche (e (c) agli optional complementari)

I ricercatori non hanno bisogno e non dovrebbero attendere che gli editori delle riviste si decidano essi stessi a separare la fornitura di servizio di controllo di qualità, indispensabile, da tutti gli altri prodotti complementari in opzione (versione cartacea, versione PDF d´editore, optional di lusso) perché la ricerca data da essi in libero accesso sia finalmente liberata da tutti gli ostacoli all´accesso e all´impatto.

Tutti i ricercatori possono già ora liberare la propria ricerca, praticamente dall´oggi al domani, prendendo in mano le cose; possono auto-archiviarla negli archivi elettronici della loro istituzione: www.eprints.org. L´accesso alle versioni elettroniche della loro ricerca è allora immediatamente disponibile, e per sempre, liberato da tutti gli ostacoli legati all´abbonamento.

3.4. Interoperabilità: l´iniziativa degli Archivi aperti

Gli articoli auto-archiviati dai loro autori nei loro archivi elettronici istituzionali possono essere accessibili a tutti, dovunque, senza che ci sia bisogno di conoscere la loro localizzazione effettiva, perché tutti gli archivi elettronici sono conformi al protocollo di etichettamento dei meta-dati per l´interoperabilità messo a punto dall´iniziativa Archivi aperti (Open Archives) http://www.openarchives.org.

Conformi ai criteri degli Archivi aperti, gli articoli pubblicati in tutti gli archivi elettronici registrati possono essere ricercati e reperiti attraverso i servizi di archivi aperti come Cite-Base http://cite-base.ecs. soton.ac.uk/help/index.php3 e il Cross Archive Searching Service http://arc.cs.odu.edu/, cosa che fornisce un accesso senza ostacoli a tutte le pubblicazioni elettroniche, attraverso tutti gli archivi elettronici come se tutte le pubblicazioni fossero in un solo archivio virtuale globale.

4. La proposta sovversiva

4.1. Quel che basta per liberare l´integralità del corpus valutato, immediatamente e per sempre.

Descriverò otto tappe. Le prime quattro non sono in alcun senso ipotetiche; è garantito che esse liberano immediatamente tutta la letteratura scientifica (circa ventimila riviste all´anno) dagli ostacoli al suo accesso e al suo impatto. Tutto ciò che devono fare i ricercatori e le loro istituzioni è eseguire queste prime quattro tappe. Le quattro tappe seguenti sono delle predizioni ipotetiche, ma nulla dipende da esse: la letteratura scientifica sarà già in libero accesso grazie alle misure in I-IV, quale che sia il destino delle predizioni IV-VIII.

I. Le università installano e registrano degli archivi elettronici compatibili con le norme degli Archivi aperti (http://www.eprints.org)

Il programma Eprints per gli archivi elettronici è gratuito e in open-source. Esso stesso si serve solo di programmi in libero accesso; è rapido, facile da installare e mantenere; è compatibile con le norma degli Archivi aperti e sarà mantenuto compatibile con ogni aggiornamento degli Archivi aperti: www.openarchives.org/.

Gli archivi elettronici sono tutti in interoperabilità gli uni con gli altri e possono quindi essere reperiti e ricercati come se facessero parte di un archivio virtuale globale ricercabile di tutta la letteratura scientifica, pre e post valutazione.

II. Gli autori autori auto-archiviano le loro pre-pubblicazioni prima della valutazione e le loro pubblicazioni dopo la valutazione negli archivi elettronici delle loro rispettive università.

Questa tappa è la più importante: non basta creare degli archivi elettronici. Se si tratta di liberare la letteratura dagli ostacoli all´impatto e all´accesso, tutti i ricercatori devono auto-archiviare i loro articoli. L´auto-archiviazione è rapida e facile; non bisogna farla che una volta per ogni articolo. Il risultato è permamente e automaticamente scaricabile sugli aggiornamenti degli archivi elettronici e del protocollo degli Archivi aperti.

III. Le università sovvenzionano, laddove è necessario, una prima ondata di auto-archiviazione per procura

L´auto-archiviazione è rapida e facile, ma non è necessario ritardare la sua messa in opera perché alcuni ricercatori si sentono troppo occupati, stanchi, vecchi o incapaci, o per qualche altra ragione, per farlo loro stessi. Il personale della biblioteca o alcuni studenti possono essere pagati per ´auto-archiviare´ al posto loro, per procura, un primo lotto di articoli. Il costo per articolo sarà trascurabile e i benefici immensi: in più, una seconda ondata di aiuto non sarà necessaria una volta che i benefici palpabili (di accesso e di impatto) di questa liberazione della letteratura cominceranno a essere percepiti dalla comunità dei ricercatori. Una volta che i benefici saranno palpabili, l´auto-archiviazione diventerà una seconda natura per tutti i ricercatori.

IV. Il corpus in accesso libero è liberato on line da tutte le limitazioni di accesso e di impatto

Una volta che una massa critica di ricercatori avrà proceduto all´auto-archiviazione, la letteratura scientifica sarà finalmente libera da ogni ostacolo all´accesso e all´impatto, così come ha avuto sempre la vocazione di essere.

4.2. Seguito ipotetico

Le tappe I-IV sono sufficienti per liberare la letteratura scientifica. Si può anche supporre ciò che avverrà in seguito, ma sono solo ipotesi. E nulla dipende dal fatto che queste ipotesi siano o non siano corrette. Perché anche se nessun altro cambiamento avviene - anche se le università continuano a spendere esattamente gli stessi soldi che spendono oggi per gli abbonamenti - la letteratura scientifica sarà stata liberata per sempre da tutti gli ostacoli messi al suo accesso e al suo impatto.

Nondimeno, la liberazione della letteratura attraverso l´auto-archiviazione degli autori e delle istituzioni avrà sicuramente delle conseguenze. Ecco in cosa potrebbero consistere.

V. Gli utenti preferiranno la versione libera?

Una volta che sarà disponibile on line una versione libera degli articoli scientifici, è probabile che saranno tutti i ricercatori che preferiranno utilizzare le versioni libere on line e non solamente quelli che non potevano averne accesso fino a quel momento perché la loro istituzione non poteva permettersi gli abbonamenti.

Notate che è perfettamente possibile che resista un mercato per le opzioni su abbonamento (versione cartacea, versione PDF on line, versione con optional di lusso) anche se la maggior parte degli utenti si servono delle versioni libere. Ciò è senza conseguenze.

VI. I guadagni sugli abbonamenti diminueranno per gli editori, i risparmi di abbonamento aumenteranno per le biblioteche?

Se i ricercatori preferiscono utilizzare i testi on line in accesso libero, è possibile che le biblioteche comincino ad annullare i loro abbonamenti. Più le biblioteche risparmiano sugli abbonamenti, meno gli editori ci guadagnano. L´importanza degli annullamenti dipenderà dalla persistenza più o meno lunga di un mercato per i complementi su abbonamento. Se il mercato degli abbonamenti resta abbastanza importante, non deve cambiare nient´altro.

VII. Gli editori limiteranno la loro attività alla fornitura di servizio di controllo di qualità più eventuali complementi in opzione?

Che gli editori di riviste limitino la loro attività alla fornitura dell´indispensabile dipende interamente dalla fetta di mercato rimanente per le opzioni su abbonamento. Il solo servizio essenziale e indispensabile è il controllo di qualità.

VIII. I costi del controllo di qualità saranno assunti dall´università che agisce come istituzione d´autori, e che attinge dai risparmi degli abbonamenti realizzati in quanto istituzione di lettori?

Segli editori possono continuare a coprire i loro costi e a tirare un profitto decente dal mercato dei complementi in opzione su abbonamento senza dover ridurre la loro attività alla sola fornitura di controllo di qualità, non ci saranno grandi cambiamenti. Se invece gli editori devono rinunicare a fornire prodotti su abbonamento e ridurre, al contrario, la loro attività alla sola fornitura del servizio di controllo di qualità, allora le università che hanno risparmiato il 100% del loro budget per gli abbonamenti annuali, disporranno ogni anno del denaro rappresentato da questo risparmio. Ciò permetterà loro di finanziare i costi (10%) che i loro ricercatori hanno per sottomettere i loro lavori al controllo di qualità fornito dalle riviste, controllo che resterà essenziale. Queste università potranno spendere il resto dei risparmi (90%) come desiderano (per esempio, in libri e un po´ nella gestione dell´archivio elettronico).

5. Problemi di copyright Post-Gutenberg

Nell´era digitale, il copyright pone un certo numero di problemi, che non sono semplici da risolvere (che fare, per esempio, riguardo alla pirateria di software e di musica? Ma nulla di tutto questo deve fermarci, dato che la pirateria digitale è un problema solo per le opere che non sono in accesso libero, mentre le sole che ci interessano sono quelle in accesso libero. (Ancora una volta, la mancata distinzione tra queste due categorie non può che creare confusione e condurre all´applicazione abusiva del modello dell´accesso non libero, che è certamente molto più diffuso e molto più rappresentativo, al corpus particolare in accesso libero, per il quale non è appropriato).

Le questioni seguenti sul copyright digitale non riguardano che la letteratura in accesso a pagamento:

5.1. Proteggere la proprietà intellettuale (diritti d´autore)

Questo punto concerne sia gli autori di libri che gli autori di sceneggiature, di musica e di software. E´ anche una preoccupazione per gli artisti che hanno realizzato registrazioni audio-video del loro lavoro. Non vogliono vedersi rubato il lavoro: vogliono ottenere la parte di diritti che spetta loro in retribuzione del loro talento e degli sforzi che hanno fatto. Ma gli autori di articoli scientifici non desiderano protezione contro ´furti´ di questo genere; anzi, incoraggiano i furti. Non hanno nessun diritto d´autore da difendere, non hanno che da perdere l´impatto sulla ricerca se l´accesso è ostacolato in qualche modo.

5.2. Impedire un´utilizzazione abusiva

La questione dell´ ´utilizzazione abusiva´ dipende anch´essa da una preoccupazione rispettabile. Sono in causa certi usi, spesso a fini pedagogici, che possono essere oggetto di sanzioni, di materiale in accesso a pagamento, come libri interi o parti di libri, articoli, riviste, etc. Gli autori di questi lavori non vogliono generalmente perdere dei guadagni potenziali in diritti d´autore.

Gli autori di articoli scientifici, in contrasto, vogliono donare gratuitamente il loro lavoro; anche i problemi di utilizzazione abusiva non si pongono per questa letteratura particolare in accesso libero.

5.3. Impedire il furto di un testo (pirateria)

Gli autori di articoli di ricerca non desiderano impedire il furto dei loro testi, anzi: vogliono facilitarlo il più possibile (all´epoca della carta stampata, avevano l´abitudine di comperare e inviare a loro spese degli estratti dei loro testi a chi li domandava!)

La questione seguente sul copyright digitale concerne tutta la letteratura, quella in accesso libero e quella in accesso a pagamento:

5.4. Impedire il furto della qualità d´autore (plagio)

Nessun autore vuole che qualcun´altro pretenda di essere l´autore della sua opera. Questa preoccupazione è condivisa da tutti gli autori, sia che le proprie opere siano in accesso libero o a pagamento. Ma è una questione che non ha strettamente nulla a che vedere con le preoccupazioni sul furto di un testo, e non deve in nessuno modo essere confusa con queste: non si deve, con il pretesto di ´proteggere´ la qualità d´autore dei lavori in accesso libero, applicare a questi lavori delle considerazioni che concernono il furto di testi in accesso a pagamento. (Sfortunatamente, è precisamente quello che fanno numerosi editori di riviste  nel modo in cui tentano di formulare e di utilizzare i contratti di copyright, cosa di cui gli autori devono ben prendere coscienza).

La questione seguente sul copyright concerne solo la letteratura in accesso libero:

5.5. Garantire il diritto d´autore e dare i testi in accesso libero

A parte la protezione dal plagio e il riconoscimento di una priorità ricercati da tutti gli autori, la sola altra ´protezione´ che ricerca l´autore di articoli scientifici che dà le sue opere in accesso libero è precisamente la protezione del suo diritto di darle in accesso libero!

(qui il modello intuitivo è la pubblicità: quale azienda vorrebbe perdere il suo diritto di mettere le sue pubblicità gratuitamente alla portata di tutti e diminuire il loro impatto potenziale facendo pagare un diritto di accesso!)

Bene, gli autori di lavori di ricerca sottoposti a valutazione non hanno preoccupazioni da farsi quanto all´esercizio dei loro diritti di dare i loro testi in accesso libero. Possono farlo legalmente for anche nel quadro dei contratti di cessione del copyright più restrittivi servendosi della strategia seguente.

6. Come aggirare legalmente un copyright restrittivo
(la ´strategia 
Harnad/Oppenheim´)

6.1. Auto-archiviare la pre-pubblicazione prima della valutazione

Auto-archiviare la pre-pubblicazione è la prima misura indispensabile. Prima ancora di aver sottomesso l´articolo a una rivista, la vostra proprietà intellettuale non appartiene che a voi e non è legata ad alcun contratto eventuale futuro di cessione del copyright. Archiviate, dunque, le pre-pubblicazioni (come fanno i fisici già da dieci anni, con circa 150 000 articoli e i ricercatori in scienze cognitive da tre anni con più di mille articoli). E´ un buon modo di stabilire una priorità, di suscitare dei commenti informali e di conservare una traccia pubblica dell´embriologia della conoscenza.

[Notate che, oltre alle regole del copyright, che dipendono dal diritto, certe riviste hanno regole di embargo, che dipendono semplicemente dalla loro politica editoriale (e non dal diritto). Invocando la 'regola di Ingelfinger (sull´embargo)', alcune riviste decretano che non valuteranno (e ancora meno pubblicheranno) articoli che sono già stati ´resi pubblici´ in una maniera o in un´altra, attraverso convegni, comunicati stampa, o auto-archiviazione on line. La regola di Ingelfinger, oltre ad essere direttamente in contraddizione con gli interessi della ricerca e dei ricercatori, non ha la minima giustificazione intrinseca - se non come un mezzo per le riviste di proteggere le loro fonti di guadagno - non dipende dal diritto e non è vincolante. I ricercatori farebbero bene a ignorarla completamente, così come hanno fatto da dieci anni a questa parte gli autori dei 150 000 articoli di Physics Archive. La ´regola di Ingelfinger´ è in ogni caso in corso di riesaminazione in certe riviste; Nature l´ha già eliminata e c´è qualche indicazione che Science possa  fare presto lo stesso.]

6.2. Sottomettere la pre-pubblicazione alle riviste con comitati di valutazione (revisione, etc.)

Non cambia nulla nelle pratiche degli autori: nulla deve essere abbandonato. Sottomettete la vostra pre-pubblicazione per la valutazione alla rivista di vostra scelta, e rivedetela come al solito secondo le istruzioni editoriali e i commenti dei referees.

6.3. Dopo l´accettazione, cercate di stabilire un accordo di cessione del copyright che permette l´auto-archiviazione.

I contratti di cessione del copyright prendono forme diverse. Se non autorizzano esplicitamente l´auto-archiviazione on line, modificatene la formulazione in modo che sia autorizzata. Ecco un esempio della maniera in cui tutto questo può essere formulato:

(http://cogprints.soton.ac.uk/copyright.html)

Delego a [l´editore o la rivista] tutti i diritti di vendere o di cedere il testo (su carta o on line) del mio articolo [titolo dell´articolo]. Conservo solo il diritto di diffonderlo gratuitamente a fini scientifici, in particolare il diritto di auto-archiviarlo pubblicamente on line sul Web.

Certi editori (circa il 10%) autorizzano già esplicitamente l´auto-archiviazione delle pubblicazioni valutate (per esempio, l´American Physical Society: ftp://aps.org/pub/jtnls/copy_trnsfr.asc). La maggior parte degli altri editori (forse il 70%) accetteranno questa clausola, ma solamente se la proponete voi esplicitamente (non prenderanno l´iniziativa della sua formulazione).

6.4. Se 6.3. vi riesce, auto-archiviate la pubblicazione valutata

Quindi, per l´80% delle riviste, una volta fatto come vi ho suggerito, potete procedere e auto-archiviare il vostro articolo. Certe riviste (circa il 20%) risponderanno che si rifiutano di pubblicare il vostro articolo a meno che non firmiate così com´è il loro contratto di cessione del copyright. In questo caso, firmatelo e passate alla tappa seguente:

6.5. Se 6.3. non vi riesce, archiviate i ´corrigenda´

La vostra pre-pubblicazione prima della valutazione è stata auto-archiviata prima che l´aveste sottomessa ai referees, e non è coperta dall´accordo di copyright, che riguarda la versione finale rivista (´a valore aggiunto´). Dunque, tutto quello che vi resta da fare; è auto-archiviare un dossier addizionale di ´corrigenda´, legato alla pre-pubblicazione archiviata, che elenca semplicemente le correzioni che i lettori possono voler apportare per aggiornare la pre-publicazione alla versione valutata accettata.

Tutti storcono il naso a questo punto, ma il motivo per cui un procedimento simile è così semplice è che concerne i testi dati gratuitamente dall´autore. Nessun autore di letteratura in accesso a pagamento si sognerebbe di fare altrettanto (ossia archiviare la pre-pubblicazione con i corrigenda). E i contratti di copyright (così come la legge sul copyright) sono concepiti ed elaborati per rispondere agli interessi, peraltro più rappresentativi, degli autori in accesso a pagamento e alla massa, peraltro più voluminosa, delle opere che generano diritti d´autore. Anche questa formula, semplice e legale, propria a questa categoria ristretta, speciale e atipica, della letteratura data in accesso libero, non ha nessun´altra sfera di applicazione. Nondimeno, questa strategia semplice e ridicola è allo stesso tempo fattibile e legale (Oppenheim 2001) - e sufficiente per liberare la totalità del corpus delle pubblicazioni scientifiche da tutte le barriere messe al loro accesso e al loro impatto!

7. Ciò che ora voi potete fare per liberare on line la letteratura scientifica

7.1. Ricercatori: auto-archiviate i vostri articoli presenti, futuri e passati

Liberare la ricerca valutata, presente e futura, da tutti gli ostacoli all´accesso e all´impatto, dipende ormai dai ricercatori. La posterità già ci guarda e non ci giudicherà bene se continuiamo a ritardare senza ragione l´ottimo e l´ineluttabile, che sono chiaramente alla nostra portata. I fisici ci hanno mostrato il cammino, ma al ritmo a cui avviene l´auto-archiviazione, anche ad essi ci vorrà ancora un decennio per la liberazione della totalità di ciò che è stato pubblicato in fisica (http://www.cogsci.soton. ac.uk/~harnad/Tp/Tim/sld002.htm); in scienze cognitive (http://cogprints.soton.ac.uk) il ritmo è 39 volte più lento e la maggior parte delle discipline non hanno ancora cominciato: http://www.cogsci.soton. ac.uk/~harnad/Tp/Tim/sld004.htm.

Ecco perché si spera che con l´aiuto del software the eprints.org destinato alla creazione di archivi da parte delle istituzioni un´auto-archiviazione distribuita nelle istituzioni - che costituisce un complemento insieme potente e naturale, all´auto archiviazione centrale per discipline - accelererà e si allargherà per condurci tutti infine allo scopo, quello di un corpus diffuso nella sua totalità e integrato grazie ai link di interoperabilità (http://www.openarchives.org).

La strategia di pre-pubbblicazione + corrigenda di Harnad e Oppenheim non funzionerà per i testi già pubblicati, ma dato che questi non sono fonte di nessun guadagno, la maggior parte degli editori accetteranno un´auto-archiviazione degli autori dopo un periodo sufficiente di tempo (da sei mesi a due anni). In più, non si sa chiaramente se, per i testi davvero vecchi, l´auto-archiviazione on line è coperta dai vecchi contratti di copyright.

E anche se tutto il resto fallisce per i testi già pubblicati, si può sempre ricorrere a una variante della strategia di Harnad/Oppenheim. Vi basetrà fare una seconda versione rivista! Aggiornate i riferimenti bibliografici, arrangiate il testo (aggiungete dei dati, se volete). Per l´archiviazione, la versione migliorata può essere accompagnata da un documento di ´de-corrigenda´ che precisa quali miglioramenti non figuravano nella versione pubblicata.

(E se non avete conservato nel vostro computer il vostro test digitale, il documento di partenza per questa seconda versione, rivista e migliorata, può essere certamente scannerizzato e copiato attraverso il riconoscimento ottico dei caratteri a partire della rivista : diffondendolo in questo modo gli autori possono fare gratuitamente per le loro opere quello che JSTOR (http://www.jstor.org) non può fare che per i lavori degli altri, e a pagamento).

7.2. Università: installate gli archivi elettronici; rendeteli obbligatori; aiutate gli autori a cominciare

Le università dovrebbero creare degli archivi elettronici istituzionali (per esempio, CalTech ) per tutti i ricercatori. Esse dovrebbero anche rendere l´archiviazione obbligatoria. Mettere e aggiornare il proprio curriculum sul Web è una pratica che sta diventando corrente tra gli universitari: bisognerebbe che, allo stesso modo, diventi una pratica corrente collegare nel curriculum ogni menzione a un articolo di rivista a una versione integrale del testo, archiviata negli archivi elettronici dell´università.

Per i ricercatori che si dicono troppo occupati, stanchi, vecchi o incapaci di archiviare essi stessi i loro articoli, predisporre un piccolo budget di partenza, che possa pagare dei bibliotecari e degli studenti per farlo al posto dei ricercatori, rappresenterebbe un investimento buono e modesto. Basterebbe effettuare una prima ondata di questa auto-archiviazione per procura; il miglioramento dell´accesso e dell´impatto che ne seguiranno creeranno un dinamica propria, e l´auto-archiviazione diventerà tanto banale quanto la posta elettronica.

Ma quello che richiede un sostegno e un incoraggiamento energico è questa prima ondata. La prospettiva (a) di un migliore accesso per i propri ricercatori alle ricerche condotte da altri e (b) una migliore visibilità (Lawrence 2001) dei propri ricercatori e quindi un miglior impatto sulle ricerche di altri, dovrebbe incitare le università a promuovere e sostenere energicamente l´iniziativa di auto-archiviazione. Se questo non basta a convincerle, che considerino anche il fatto che, così facendo, investiranno in (c) una soluzione potenziale alla crisi dei periodici e un possibile recupero del 90% del loro budget annuale di abbonamento a questi periodici.

(Notate che il successo dell´iniziativa di auto-archiviazione è fondato sulla Regola d´Oro che sta alla base della valutazione e della ricerca stesse. Se ognuno aiuta gli altri, tutti ne approfittano. Date per ricevere...)

7.3. Biblioteche: mantenete gli archivi elettronici dell´università; aiutate a mettere in moto l´auto-archiviazione

Le biblioteche sono i primi alleati naturali dei ricercatori nell´iniziativa di auto-archiviazione destinata a liberare la letteratura scientifica.

Non soltanto esse patiscono della crisi budgetaria legata al costo crescente dei periodici, ma in più le biblioteche sono impazienti di costituirsi un nuovo spazio digitale una volta che l´insieme delle riviste sarà messo on line; mantenere gli archivi elettronici e facilitare l´ondata iniziale di auto-archiviazione, che è fondamentale, mettendosi a disposizione per assicurare l´auto-archiviazione ´per procura´ per gli autori che non se la sentono di farlo da soli, darà alle biblioteche una ruolo essenziale da giocare.

Le biblioteche possono anche facilitare una transizione ordinata grazie al loro potere collettivo (SPARC: http://www.arl.org/sparc), appoggiando gli editori di rivista che sono disposti a impegnarsi, nel futuro prossimo, a ridurre la loro attività alle sue sole funzioni indispensabili (il servizio di valutazione attraverso comitati di esperti reso agli autori e alle istituzioni). Esse possono anche, individualmente, prepararsi alla ristrutturazione ricavata dai risparmi che saranno realizzati progressivamente sugli abbonamenti; circa il 10% di questi risparmi annuali dovranno essere riorientati percoprire i costi che incomberanno sulle università per assicurare il controllo di qualità degli articoli dei loro ricercatori. Il 90% restante potrà essere speso come preferiscono!

7.4. Studenti : tenete la rotta! continuate a surfare! Il futuro è ottimale, ineluttabile e vi appartiene!

Gli studenti hanno tutto l´interesse a continuare a fare quello che fanno naturalmente : preferire il materiale in libero accesso sul Web. Ciò non procurerà loro letteratura in accesso a pagamento, ma rappresenterà una pressione dei consumatori in favore della letteratura in accesso libero, tanto più che questi studenti invecchiano e diventano essi stessi ricercatori.

7.5. Editori di riviste : siate realisti e accettate l´auto-archiviazione e preparatevi a distinguere i costi indispensabili del servizio di controllo di qualità (che incomberanno alle istituzioni d´autori) dai costi dei supplementi in opzione (che incomberanno alle istituzioni di lettori)

Gli editori dovranno concedere l´auto-archiviazione, come ha fatto l´ American Physical Society e a non cercare di ricorrere a una politica di copyright o di embargo  per impedire o ritardare questa auto-archiviazione. Tali misure sono in conflitto diretto con gli interessi della ricerca e dei ricercatori, sono volte allo scacco, sono già aggirabili legalmente e non fanno che dare un´immagine negativa degli editori.

Una politica molto migliore consiste nel fare concessioni nella direzione di ciò che è ottimale e inevitabile per la ricerca, e nel prevedere la possibilità di separare il fatto di fornire il servizio indispensabile di controllo di qualità all´istituzione di autori (i costi, per artciolo, dell´organizzazione di una valutazione di esperti) dal fatto di fornire tutti gli altri prodotti opzionali (versione cartacea, versione on line, altri optional), che dovrebbero essere venduti come opzioni in più invece che utilizzati per cercare di tenere prigioniero ciò che è essenziale (la versione valutata finale).

Ci sarà comunque sempre uno spazio per gli editori di riviste. Quel che resta da vedere è se tutto questo porterà a una riduzione della loro attività alla sola fornitura di un servizio di controllo di qualità o se continuerà ad esserci un mercato per le opzioni su abbonamento, anche quando saranno gratuitamente disponibili versioni dei testi valutate grazie agli archivi elettronici.

7.6. Governi/società: prescrivete a scala mondiale un´archiviazione pubblica della ricerca pubblica

Il governo e la società dovranno sostenere l´iniziativa di auto-archiviazione ricordandosi che la grande maggioranza di questa ricerca messa in accesso libero è stata sostenuta con fondi pubblici e che la diffusione pubblica della ricerca costituiva una clausola specifica del sostegno accordato (http://www.sciencemag.org/ cgi/content/full/281/5382/1459). Nella galassia post-Gutenberg non c´è più bisogno che questa accessibilità pubblica sia bloccata da barriere di abbonamento.

I beneficiari non saranno solo la ricerca e i ricercatori, ma anche la società stessa, nella misura in cui la ricerca è sostenuta in ragione dei benefici potenziali che rappresenta per la società. I ricercatori dei paesi in via di sviluppo, o che lavorano nelle università e nelle istituzioni di ricerca meno ricche nei paesi sviluppati, trarranno ancora più benefici da un accesso senza barriere alla letteratura scientifica di quanto non lo faranno le istituzioni dotate di più mezzi, ma è bene ricordarsi che anche le più ricche biblioteche universitarie non possono permettersi di sottoscrivere alla maggior parte delle riviste scientifiche! Ognuna di esse ha giusto l´accesso a un piccolo sottoinsieme del corpus intero che è pubblicato ogni anno. (http://fisher.lib.virginia.edu/arl/index.html). L´accesso libero a tutto il corpus porterà beneficio a tutte le istituzioni (Odlyszko 1999a, 1999b).

Come controparte dell´accesso senza ostacoli al lavoro degli altri, tutti i ricercatori, anche i più ricchi, trarranno beneficio dall´impatto senza ostacoli del proprio lavoro. In più, una letteratura di ricerca digitale, liberata e interoperabile non migliorerà solo, in modo radicale, l´accesso, la navigazione (per esempio, il collegamento per citazione) e l´impatto, e, attraverso questo, la produttività e la qualità della ricerca, ma svilupperà anche nuove modalità di controllare e misurare questo impatto, questa produttività e questa qualità (per esempio, il tasso di downloading, i link, l´immediatezza, i commenti) e le meta-dinamiche di un corpus collegato attraverso le citazioni, che può essere analizzato dalla pre-pubblicazione fino alla post-pubblicazione producendo così un´embriologia della conoscenza (Harnad & Carr 2000).

Stevan Harnad

Traduzione di Gloria Origgi

Una versione aggiornata di "For Whom the Gate Tolls?" : http://www.cogsci.soton.ac.uk/~harnad/ Tp/resolution.htm